Ogni secolo ha avuto un suo cuore, una sua chiave. Siamo nel ventunesimo e siamo noi la generazione del disincanto, a volte perduti.
E qual è la nostra anima? Qual è la nostra parola chiave? La nostalgia.
Malinconia di ciò che non avremo, della crisi che si porta via tutto. Nostalgia dell'infanzia, dei giochi, dell'incanto. Siamo in attesa di qualcosa e non facciamo nulla. Siamo troppo presi a piangere il tempo perduto, siamo pregni di nostalgia. Di ciò che è andato, di un mondo diverso, di un'epoca d'oro che non abbiamo conosciuto. Noi siamo "i fannulloni", i perdenti, i nostalgici.
Non riusciamo a levarcelo di dosso.
Abbracciamoci e chiudiamo gli occhi; a quante pare vi piacciamo più così.
E' la vita no?
Ma io non ci sto. Anche se questo sentimento mi insegue e ci insegue, rispondo alla sua ineluttabilità.
Costruiamo. Creiamo.
Mangiamoci questo paese, rendiamolo vivo e smettiamo di guardarci alle spalle.
Ciò che è stato è stato, puoi solo fare di meglio.