lunedì 16 febbraio 2015

Non sopporto più

Ultimamente non riesco a stare in silenzio. Di solito sono una persona che ascolta e osserva, tiene per sé e pensa. Rifletto e rifletto, resto anche in disparte. Ma qualcosa bolle in pentola e sono stufa di non parlare.

Ecco, non sopporto più l'ipocrisia della gente, non sopporto più quelli che credono di essere meglio di te perché hanno vissuto più di te. E tu che ne sai cosa ho vissuto, cosa ho provato?
Solo perché una persona è silenziosa, non vuol dire che sia stupida.
Non sopporto più chi si vanta e ripete come una litania che ha fatto questo, quello e altro ancora. Che poi è successo quest'altro e boom, la svolta nella vita. Non sopporto più chi elogia se stesso senza contegno.
Anche io ho fatto cose, anche io ho i miei pregi ma di certo non li vado spiattellando al mondo intero come se non ci fosse un domani. Anche io ho avuto le mie soddisfazioni ma le ho condivise con chi volevo e con chi amavo. E continuerò sempre a farlo.
Non esiste più la discrezione o l'umiltà. O quanto meno non esiste più il realismo, semmai tutti sono concentrati su loro stessi e sulla propria bellezza alterando la concezione della propria persona. Non si ha più il coraggio di guardarsi allo specchio e di ammettere quello che va e quello che non va.
Non sopporto più di dover ascoltare tutti quelli che si vantano di studiare qualcosa di meglio di quello che studi tu. Di affrontare un'università o un percorso più difficile. Non sopporto più di sentirmi dire che leggo i giornali a lezione o sfoglio i libri rosa. Anche io studio manuali di mille pagine, anche io ho le sessioni d'esame e devo preparare una tesi. Anche le mie materie sono complicate. Anche il mio lavoro è faticoso.
In generale non sopporto più le facce pulite che ti fanno i complimenti o quelle che senza problemi ti fanno un "complimento" con l'acidità tipica di uno yogurt.
Non sopporto più che non si sia più sinceri, renderebbe tutto più semplice e più bello.

Ritornando nel mio angolo silenzioso e tormentato, aspetto di tornare a sopportare quello che non riesco più a sopportare.